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Intervista a Marco Iozzi

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Marco Iozzi, VFX Design, Look Development, Direction.


Vi invito a guardare il suo sito ufficiale .


Ciao Marco grazie per aver accettato la nostra intervista. Per conoscerti meglio, vuoi dire ai nostri lettori chi sei, quali sono stati i tuoi primi passi nella C.G. e da dove hai iniziato ?

Mi chiamo Marco Iozzi e lavoro nel campo della computer grafica dal 2000, da quando, dopo aver frequentato 3 anni del corso di laurea in Design, ho deciso di lasciare quel percorso, per quanto utile ed interessante per cercare di entrare in questo mondo a livello produttivo, passando prima per una scuola di animazione digitale di Milano.



1) Come e quando hai capito che la tua passione poteva diventare uno sbocco professionale?

Onestamente all'inizio non mi sono posto il problema del lavoro, avevo appena iniziato l'università e quando ho per caso scoperto dei software di 3D ho capito che quello era quello che dovevo fare per entrare nel mondo che amavo, del cinema e degli effetti speciali. E' nato tutto come una passione ed è rimasta tale, anche quando è iniziata la vita professionale, i viaggi, le sfide, i problemi etc.. Questo è quello che cerco sempre di sottolineare quando parlo del mio percorso magari a giovani studenti, quanto appunto sia la passione che deve muoverti prima di tutte le altre motivazioni. Chi fa questo mestiere lo fa perchè vuole creare mondi, personaggi, storie. Purtroppo e per fortuna lo facciamo attraverso strumenti molto complessi, che richiedono grande studio e continuo aggiornamento. E queste cose, da sole, servono a ben poco; allo stesso tempo è fondamentale studio e pratica in discipline artistiche tradizionali. Questo significa ore e ore di lavoro e studio, e quando si entra in produzione, allora anche lì bisogna prepararsi a sacrifici, scordarsi tanti weekend e feste, avere difficoltà con partner e amicizia. Se vuoi essere un freelance, non una persona che lavora fissa in uno studio, allora la vita può diventare complessa e difficile da un lato ma ricca ed emozionante dall'altro. Io, di questo tipo di sfida, non potrei fare a meno :)




2) Il tuo principale interesse è il Look Development e Visual Effects Design. Spiegaci meglio di cosa si tratta?

All'inizio della professione, come tanti italiani, sono nato generalista, facendo un pò di tutto, dalla modellazione al compositing finale. Avendo la fortuna di partire per l'estero dopo poco e vivere esperienze di studi importanti ho smesso di credere al GENERALISMO, se non come base che ritengo FONDAMENTALE. Capire l'importanza dei vari ruoli, le possibilità ed i limiti permette di essere sicuramente più valido in un team, quando c'è da collaborare, ma credo fermamente che ognuno abbia dei punti di forza e non possa essere "bravo in tutto". La mia forza penso sia sempre stata la fotografia, il look , ed ho iniziato con tanta gavetta in produzione, occupandomi di shading e lighting di tante sequenze di film e pubblicità. Ora, dopo parecchi anni, non lavoro più in produzione e mi occupo invece di collaborare con i designer e con i registi per ricercare e creare il look finale degli effetti, che poi appunto verranno realizzati in produzione. Lavoro quindi in pre produzione ed è per me un lavoro bellissimo perchè posso essere più creativo e determinante nel look finale del prodotto. Inoltre mi permette di collaborare più a stretto contatto con figure che magari conoscono meno la computer grafica, ma che hanno un background diverso e sicuramente molto da insegnarmi, come registi e creativi delle agenzie.



3) A cosa e dove stai lavorando in questo momento ?

in questo momento sono tornato in Italia per i mesi estivi, e lavoro come freelancer per vari clienti stranieri, prima di tornare a vivere a New York, che ho in programma per questo autunno. In particolare in questo momento sto lavorando per una campagna per AUDI R8, per alcuni clienti per il mercato tedesco.



4) Tra i vari software che utilizzi per il tuo lavoro quale  è il tuo  preferito? Perché?

durante gli anni mi è capitato di utilizzare parecchi software, da quelli commerciali, come Softimage a Maya, Shake e Nuke, con vari motori di render da Mental-ray a Renderman e i vari PRMAN compliants, a software custom proprietari delle aziende. Con il passare del tempo, spostandomi dalla post produzione alla pre produzione, ho iniziato ad usare sempre di più 2D, e quindi photoshop e la mia macchina fotografica direi che sono gli strumenti che uso di più. Fortunatamente, dopo tanti anni di 3D, posso avvalermi di software di animazione e di compositing in caso di bisogno.



5) Raccontaci un episodio curioso e divertente che ti è capitato.

Episodi curiosi ne capitano sempre tanti, più che altro diventano bei ricordi, che è secondo me la cosa più importante. Avendo la possibilità di lavorare parecchio all'estero e in tanti studi ho avuto la fortuna di conoscere tante persone da tutto il mondo, ed essendo questo un lavoro senza orari si diventa per forza una grande famiglia. Quindi conservo con gelosia tanti bei ricordi di feste di fine progetto con amici di tutte le nazionalità e colori, o feste dopo cena e poi ritorno in studio tutti ancora a lavorare per finire le sequenze. O lunghe notti dormendo qualche ora su divani scomodi in giro per il mondo e al risveglio rendersi conto che il render ha avuto problemi e dover cercare di risolvere la situazione in tempo per i dailies della mattina successiva! Diciamo che le avventure e i momenti divertenti non mancano mai, uniti ovviamente anche a situazioni stressanti e non semplici.



 6) Abbiamo visto che tra i vari film a cui hai partecipato c’è Harry Potter, Angeli e Demoni e ci sono studi del calibro di Psyop. Che Software avete utilizzato per la realizzazione degli effetti speciali? Quali sono state le maggiori difficoltà e come le avete superate?

A me personalmente è sempre piaciuto lavorare sia per il cinema che per la pubblicità. Trovo i due campi diversi per motivi sfide e stimoli, e da ognuno si può imparare molto perchè si possa poi applicare all'altro. Dal punto di vista di creatività amo molto la pubblicità, il formato breve, le storie, l'immediatezza ed effetti visivi spesso più rischiosi e ricercati rispetto al cinema. La Pubblicità richiede gran dose di problem solving skill e ha ritmi di produzione molto serrati che io devo dire amo. Non c'è molto tempo e ci sono sempre difficoltà la cui risoluzione spesso secondo me risiede nella capacità di semplificare con sempre in testa l'idea il messaggio lo scopo. Il cinema invece a volte richiede la soluzione di problematiche tecniche più complesse, data la "scala" di alcuni progetti, e ci sono spesso team di tecnici dedicati e scrivere software per risolvere i problemi. La tecnica e la capacità di programmare è spesso fondamentale e molto ben considerata nel cinema. Allo stesso tempo, per chi ha un ruolo più creativo, sviluppa l'attenzione al dettaglio necessaria per i veri prodotti di qualità.

Il lavoro sul cinema, che a volte trovavo noioso, è secondo me un'ottima palestra per vedere come funziona una produzione su larga scala, imparare i software più complessi e affinare gli occhi, per poi applicare questa conoscenza alla mondo più frenetico ma anche creativo della pubblicità.



7) Qual'é stato il tuo lavoro più impegnativo e quale quello di cui sei più fiero?

generalmente sono orgoglioso dei lavori che faccio e la sensazione dura dai 5 ai 10 minuti dopo la consegna. Dopodichè inizio a vederne difetti e ricomincia l'insoddisfazione e l'analisi ovviamente di ciò che poteva essere fatto meglio (e questo succede sempre). Forse l'esperienza che mi ha reso più fiero è tuttora questa serie a cui ho lavorato a Londra per la BBC, piena di sequenze completamente in digitale all'interno del corpo umano.Il budget e i tempi sono sempre limitati in televisione, e sono soddisfatto di avere diretto il look e la fotografia cercando di creare un visual realistico, accattivante ed in linea con la storia riuscendo a creare una pipeline che permettesse appunto nel tempo concesso di completare tutti gli shot (circa 250) La serie TV, chiamata Fight for Life, mi ha permesso di vincere il VES Award come migliori effetti nel 2007 a Los Angeles, e di questo certo sono fiero.



8) Vuoi esporci il tuo punto di vista sullo stato attuale della Computer Grafica in Italia a confronto  delle realtà europee e mondiali.

purtroppo il discorso è molto complesso. Ho iniziato lavorando ovviamente in Italia ma poi, con paura e con anche dispiacere sono partito, e se mi guardo indietro penso sia stata la cosa più valida che possa aver fatto per me stesso.Tante cose sembrano non cambiare in Italia, e non è una questione di talento o di persone, per quanto le scuole Italiane non credo proprio siano lontanamente paragonabili a quelle straniere. In Italia è una questione di mentalità, è una questione di non essere abituati a rischiare, a non sapere assolutamente accettare la sconfitta e al fatto che l'italiano, di media, ha un grosso ego, non sa collaborare e pensa di sapere fare tutto da solo. In poche parole ho riassunto tutto ciò che penso sia il grosso problema del perchè l'Italia non decolla da questo punto di vista, e ho dubbi che possa arrivare a livelli di creatività e risultati dell'estero. Peccato perchè sono convinto le idee non mancherebbero.



9) Quale prossimo progetto  vorresti realizzare?

Ho sempre parecchi progetti in cantiere e il tempo di realizzare il 2 percento di ciò che ho in testa, ma posso dire che mi affascina molto l'idea di imparare a raccontare storie, a scriverle, idearle, e metterle in scena. Purtroppo tanti ragazzi si fanno appassionare da tutta la potentissima tecnologia legata ai software e alla tecnica, ma si dimenticano di quello che effettivamente fa la differenza, la storia. Posso vedere incredibili immagini in computer grafica con personaggi realistici che sudano e hanno i brufoli più realistici della storia della computer grafica, ma se la loro storia non mi appassiona, se non sento empatia per quelloche vivono, li dimenticherò in fretta. A volte vedo piccoli cortometraggi, la maggior parte delle volte di studenti francesi, che come tesi della scuola di animazione, in un piccolo team, creano dei veri e propri semplici capolavori, delle piccole gemme di animazione e storytelling. E a me sapere che abbiano usato 3d studio max o maya e che i render siano durati 3 ore a frame o 8 giorni non mi cambia nulla nè mi interessa. Mi interessa quel talento, la capacità di esprimere sè stessi coinvolgendo attraverso una storia.


      


10) Se dovessi dare dei consigli ad un giovane che intende entrare nel mondo della C.G quali sarebbero? Che studi di base dovrebbe fare, a chi rivolgersi, attraverso quali canali ?..

penso di aver già un pò risposto a questa domanda con le mie precedenti risposte, ma penso che lo studio sia delle tecniche ma sia e soprattutto dei "contenuti" sia fondamentale, così come è la predisposizione di carattere, la forza di poter sopportare concorrenza e tante porte chiuse all'inizio, e la volontà di continuare a crescere e studiare. Consiglio anche di lavorare su progetti personali, sono "rinfrescanti", vi permettono di dare sfogo alla vostra creatività, e a mio parere, per certi ruoli, sono ben considerati come parte del curriculum.


     

   

11) Ti diamo la possibilità di toglierti un sassolino dalla scarpa relativamente al mondo della C.G. Puoi dire ciò che ti pare.

nella domanda 8 ho già risposto un pò con delle frecciate, non per cattiveria ma più che altro per una generale tristezza che sento quando torno in italia nel vedere la qualità dei prodotto del nostro paese, e come sia veramente difficile cambiare le cose.


                


Grazie per il tempo dedicatomi
Marco Iozzi


Grazie Marco per la tua collaborazione e ti auguriamo un buon 3D anzi buon 3DAGAIN.


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AdmirorGallery

Discussione (3 posts)
Re:Intervista a Marco Iozzi
Jul 05 2010 12:01:04
ciao Marco lavori eccelenti complimenti, mi è piacuta tantissimo la pubblicita del fernet branca uno dei miei amari preferiti e poi sapere che era stata fatta da un italiano mi ha fatto molto piacere, ma come hai fatto?. Mi piacerebbe saperne di più anche sulle tecniche che hai usato per il mattepainting per Dante's Inferno, semplicemente "S P E T T A C O L A R I" .
#1962
Re:Intervista a Marco Iozzi
Jul 06 2010 08:30:14
ciao,
grazie per le parole di apprezzamento sui miei lavori.
Entrambe i lavori che citi sono stati realizzati con il team di Psyop New York. Per Fernet mi sono occupato del look del liquido in questo caso, che deriva da un sistema che avevo utilizzato già per un'altro spot Baileys. Più che dal mio punto di vista quello è stato una bella sfida dal punto di vista degli FX, per cui è stato sviluppato un software in particolare.
Dante's Inferno è stato un grosso progetto e ho lavorato sullo sviluppo del look degli ambienti creando anche alcuni matte painting per la cinematica finale.
Tutto parte dai designer che avevano preparato delle tavole di concept molto molto belle. Si sapeva che alla fine ci sarebbe stato questa forte stilizzazione sull'immagine finale, con questo effetto di inchiostro su tutto il fotogramma, ma ovviamente siamo dovuti partire da un'immagine più reale possibile.
Purtroppo, a mio modesto parere, alla fine si è perso un pò, in varie sequenze, del dettaglio che abbiamo creato nei vari ambienti.
#1964
Re:Intervista a Marco Iozzi
Jul 06 2010 13:19:21
Ciao Marco, grazie di per aver accettato la nostra intervista. Complimenti per i tuoi lavori, anche a me come Aio è piacuto molto lo spot del fernet branca.

Ciao by Pergrafica
#1972

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