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Gianluca Fratellini'Interview - 3D Character Animator Blue sky Studios

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Ciao Gianluca, grazie per la tua disponibilità


1) Raccontaci quel' è stato il tuo primo incontro con la CG, e quando hai deciso che sarebbe stato il tuo mestiere

Grazie a voi per la gentile richiesta.
Dunque la mia passione artistica è nata da un innamoramento della tecnica 3D all’eta’ di 14 anni.
Il mio vero colpo di fulmine è stato vedendo alcuni spezzoni di un famoso corto della Pixar “Luxo Jr.” durante una puntata di Blob su Rai 3 !!!!
Da quel giorno nacque una forte passione e pensai che potesse essere piu’ una maniera di esprimersi piuttosto che un mestiere e cosi per amore e per passione iniziai sempre di piu’ ad interessarmi ed a seguire in tv magari alcune trasmissioni come TgNeapolis e Mediamente presentata da Carlo Massarini in assenza di internet in quei tempi. Non sapevo nemmeno dell’esistenza di una forma di lavoro quale il 3d character animator visto che non se ne parlava  molto in Italia.
Nell’ufficio di mio padre ho proprio avuto il primo incontro vero e proprio con la CG ed iniziai a prendere confidenza con i primi rudimenti di tecnica 3D con il famoso programma Autocad, un potente software di tecnica tridimensionale che veniva utilizzato per disegnare dei macchinari industriali per centrifugare olive ed è stato in quel periodo che qualcosa ha iniziato a centrifugare anche nella mia testa....



2) Che studi hai fatto per specializzarti?

A differenza di altri animatori che magari si sono formati in scuole internazionali specializzate in animazione 2D/3D, il mio percorso ha seguito la strade dell’istruzione autodidattica poichè le uniche scuole erano all’estero ed erano molto costose: ho iniziato all’età di 16 anni come illustratore/grafico facendo fotoritocchi o creando menu personalizzati per ristoranti e poi pian piano come disegnatore industriale/architettonico su Autocad, proseguendo poi come 3D Generalist fino ad interessarmi sempre più all’animazione attraverso i primi libri e guide di programmi 2D e 3D reperibili in libreria.
Successivamente durante i miei studi liceali ed universitari, ho iniziato a realizzare due cortometraggi: 'A Bug’s Story', del 1999 e della durata complessiva di 4 minuti, e successivamente 'Life in Smoke - Una Vita in Fumo' (8 minuti), che nel 2003 mi ha permesso di vincere alcuni premi importanti a livello internazionale come: Giffoni Film Festival; Cartoons on the Bay; Lucania Film Festival; Maremetraggio; Selezione ufficiale al David di Donatello; Cartoons Film Festival; Galà Invente in Canada; Valsusa Film Festival; Cinesogni e Naoussa Film Festival.
Grazie al mio primo cortometraggio una piccola azienda di animazione in Lussemburgo mi contatta via e-mail dopo avermi scovato sul sito AnimationWorldNetwork (in quel momento in Italia si era agli albori per ciò che riguarda i modem e le prime reti internet)...ed e’ cosi che dopo una intervista telefonica ho firmato il mio primo contratto di lavoro. Ho quindi deciso di abbandonare l’Università di Informatica a Bari ed ho iniziato la mia carriera professionale in Lussemburgo all’età di 19/20 anni... circumnavigando per varie società e Paesi, migliorandomi sul lavoro attraverso l'apprendimento di applicazioni, metodi di lavoro e nuove lingue. In Italia, al contrario, non ho mai lavorato, se non come grafico part-time per mettere qualche soldino da parte con lo scopo di acquistare gli strumenti di cui avevo bisogno per proseguire nel mio percorso di apprendimento.


3) Hai lavorato in moltissimi film e videogames, che differenza hai trovato nella lavorazione.

Devo precisare che ho avuto l’opportunita’ di lavorare sulle cinematiche dei videogames Ubisoft (Assassin’s Creed, Prince of Peria, Rainbow Six, Splinter Cell, Far Cry) e della Konami/Climax (Silent Hill, Overlord...) non solo come 3D Character Animator ma anche come secondo regista di alcune sequenze e preparazione dell’animatica.
Le cinematiche dei videgames sono video ad alta risoluzione che si avvicinano piu’ alla qualita’ cinematografica sia a livello lavorativo che qualitativo e servono ad introdurre il giocatore nella storia raccontata con sequenze animate inserite tra i vari livelli.
Quindi bene o male si avvicina parecchio al modo di lavorare nel settore del cinema d’animazione a differenza del videogioco vero e proprio in cui l’animatore si preoccupa di ricreare vari cicli di movimento che vengono poi inseriti dai programmatori nel gioco.


4) Perché secondo il tuo punto di vista in Italia non si fanno molti film di animazione, mancanza di talenti o altro?

Purtroppo l'Italia mi e' concessa viverla solo da turista.
A mio avviso i politici italiani ed i vecchi partiti ormai non rappresentano piu’ i cittadini e persistono a mantenere i loro priviliegi strangolando e spingendo, lavoratori e non, a cercare una vita migliore altrove ...spegnendo i sogni e la possibilita’ di esprimersi.
Assolutamente qui non si parla di mancanza di talenti...ma di mancanza di meritocrazia ed onesta’.
Fino a quando  rimarra’ tutto invariato nella classe politica....sara’ difficile poter investire in questo Paese, sul cinema d’animazione e sulle risorse che sfuggono dal nostro Paese.


5) In quale film sei stato maggiormente coinvolto e cosa ti è rimasto?

In ogni film c’e’ sempre qualcosa di personale e che magari mi piace inserire in qualche animazione.          
Mi verrebbe da dire “Happy Feet” in quanto mi ha molto emozionato sin dall’animatica in storyboard del film ancora da terminare...lavorare con George Miller e’ stato un sogno, regista di spessore per la sua maniacale ricerca del dettaglio e per la ricerca di emozioni attraverso le nostre animazioni.
E’ rimasto un gran bel ricordo in quanto oltre ad essere stato il mio primo importante film che tra l’altro ha ricevuto il premio Oscar come miglior film d’animazione, mi ha dato la possibilita’ di aprire le porte per successivi progetti cinematografici che mi hanno accompagnato.


6) Sappiamo che hai lavorato anche ai Peanuts che uscirà in autunno in Italia, cosa puoi dirci ?

Si ho avuto il piacere di lavorare su The Peanuts Movie diretto da Steve Martino.
Devo essere sincero non sono mai stato fan dei Peanuts ma e’ stato un progetto originale su cui lavorare in quanto la difficolta’ era quella di mantenere lo stile bidimensionale originale dei personaggi disegnati dal creatore Charles M. Schulz ed adattarlo allo stile d’animazione 3D.
Ora invece sono in lavorazione sulla nuova saga de L’era Glaciale - Collision Course.


7) Che effetto ti fa rivedere al cinema il tuo lavoro?

E’ un sospiro di sollievo, l’unico momento in cui possa godermi la visione finale e completa del film.
Ovviamente la prima volta lo guardo con molta attenzione ad ogni scena...mentre la seconda volta me lo gusto e mi rilasso. Dietro ogni scena ci sono giornate di lavoro, a volte molto stressanti ed infinite, ma poi vederle finalmente complete e finalizzate ti fa apprezzare tutto lo sforzo sostenuto...
E’ un po come scrivere note su un pentagramma...e finalmente ascoltarne la sinfonia completa...


8) Cosa ci riserva il futuro della CG?

Sicuramente moltissime novita’ che forse nemmeno immaginiamo....
Sono sicuro che un giorno sara’ possibile essere parte integrante di un film o di un videogioco e confido molto nella nuova tecnologia Oculus che portera’ lo spettatore ad essere attore e magari anche regista stesso....chi vivra’ vedra’....  Stay tuned....


Ciao Gianluca buona fortuna e successi per il futuro.

contact: www.cgluca.it

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