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Palantir Digital Visual Effects - Interview

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Vi presentiamo oggi Palantir Digital Visual Effects affermato studio di vfx in quel di Roma.

Potete raccontarci quando e come nasce il progetto Palantir Digital?

Nasce dall’incontro mio e di Simone nel 2006 sul set di Piano17,un film low budget dei Manetti Bros dove abbiamo avuto il piacere di lavorare insieme e stabilire un rapporto che in seguito ci ha permesso di dare vita al nostro progetto: creare una società di effetti visivi. In quel momento una delle migliori società di vfx di Roma si era appena sciolta per motivi interni e il suo gruppo di lavoro disperso; ci sembrava un segnale fin troppo evidente che era il momento giusto per iniziare un progetto di impresa che volesse inserirsi nel mercato cinematografico e televisivo nazionale. Così ci siamo decisi ed è nata la Palantir Digital. Il nome deriva dal Signore degli Anelli; il Palantìr è una delle pietre veggenti del SdA. Attraverso di lei si può intravedere il futuro…


Siete attivi sia nel cinema soprattutto quello indipendente di genere e anche nelle serie televisive: che differenze avete riscontrato fra i due campi operativi? In quale dei due vi sentite maggiormente a vostro agio?

Noi siamo diventati una realtà nel momento in cui si rendeva evidente la recente crisi economica mondiale, quella i cui effetti perdurano tutt’oggi. Lo dico per sottolineare come già dall’inizio ci siamo dovuti strutturare ed adattare per operare in un contesto scomodo e poco rassicurante. Quando le conseguenze della crisi si sono fatte sentire anche nel nostro ambito professionale, questo ha portato ad una contrazione della domanda generale ed ad un livellamento verso il basso dei budget di produzione a fronte del quale però è corrisposta una riduzione dei tempi di lavoro e una crescita della mole degli interventi richiesti. Da subito quindi ci siamo abituati a lavorare intensamente con budget poco agevoli e tempi di consegna al limite del possibile. Questo sia nel cinema che nella tv senza grandi differenze. Nel cinema indipendente l’unico vantaggio riguarda un po’ più di libertà creativa che altrimenti è più difficile ottenere.
A questo proposito citerei L’Arrivo di Wang il film che ci ha fatto ottenere la nostra prima candidatura ai David e che tutt’oggi è la prova evidente di come, sia pur con pochissimi mezzi ma con molto coraggio, si possano realizzare prodotti con un uso evidente di vfx complessi anche in Italia. Molto dipenderà dai registi e produttori della nuova generazione ma ci sono segnali che fanno ben sperare.  Ad ogni modo la caratteristica è sempre quella di essere snelli e veloci, ovviamente senza rinunciare alla qualità.  



Il mondo della CG  si è evoluto parecchio negli ultimi anni. Quali sono secondo voi le maggiori innovazioni e  verso quali le ultime frontiere  sta andando la CG?

Il livello dell’applicazione della CG nel cinema è ormai quasi “divino”. Nel senso che le possibilità di creazione sono praticamente infinite. Questo pone un dilemma sul corretto bilanciamento tra arte e realismo, ovvero l’uso spettacolare degli effetti visivi non deve sovrastare tutto il resto. In un film la cosa più importante resta sempre quello che si vuole raccontare; la storia. I vfx devono, per la loro parte, essere a servizio della storia anche nei film di genere dove i vfx hanno un importanza maggiore. Diciamo che dopo un momento storico in cui la rapida evoluzione del digitale ha determinato una sovrabbondanza di effetti visivi al limite dell’eccesso ( intere scene in full CGI ), seguirà necessariamente un periodo di maggiore sintesi dove ci si concentrerà con più attenzione sulla verosimiglianza di scenari, oggetti e creature viventi. Da questo pdv un esempio recente che ci piace citare è Mad Max Fury Road; un film spettacolare con un uso molto sapiente degli effetti digitali dove è veramente difficile distinguere ciò che è reale da ciò che è generato al computer.
Quindi direi che si sta andando verso il superamento dell’Uncanny Valley. E’ un processo già in corso e tra non molto tempo non saremo in grado di distinguere l’attore in carne ed ossa da quello creato in CG. Le conseguenze di questa innovazione, come comprensibile, saranno straordinarie… questa è la vera frontiera che si sta esplorando e che determinerà un vera e propria rivoluzione.


Secondo il vostro parere l'Italia è ancora un posto dove fare CG? Mi riferisco alla recente crisi economica ed al fatto che molti talentuosi artisti italiani tendono a lasciare il nostro paese.

Nella logica di una concentrazione del lavoro verso distretti con elevata specializzazione e con costi di scala decrescenti siamo in una situazione ancora troppo fragile e dispersiva e questo non ci permette di essere competitivi fuori dal nostro mercato nazionale. Bisognerebbe ragionare secondo una logica di rete che favorisse la condivisione di competenze e costi tra società pur in un regime di libera concorrenza. Le competenze esistono ma come in altri campi di lavoro e di ricerca non siamo in grado di trattenerle e di farle crescere all’interno delle nostre società; almeno non oltre un certo livello. Questo è un limite grave che è determinato dalle possibilità create dalla domanda. Tuttavia il mercato stesso va verso una nuova fase di maturità ed tra non molto sarà in grado di offrire una serie di opportunità attraverso le quali potremo iniziare ad invertire la tendenza di cui parlavi.  Il lavoro è flessibile e tale deve rimanere ma dobbiamo essere in grado di beneficiare di questa flessibilità, non solo subirla.


Volete dividere con noi un episodio divertente capitatovi nel corso delle vostre lavorazioni?

Difficile scegliere perché di episodi ne capitano molti… anche in maniera inaspettata.
Una volta stavamo lavorando ad un video musicale e le richieste della committenza erano talmente discutibili da un punto di vista estetico che abbiamo deciso di fondare un nuovo reparto della Palantir Digital : la Difetti Visivi. Così abbiamo firmato il video


Come selezionate i vostri artisti e che cosa consigliate ad un giovane artista che vorrebbe venire a lavorare da voi?

Operiamo una selezione sulla base dei curricula che riceviamo nel corso dei mesi che vanno da Set tembre a Marzo. Di solito proponiamo ai selezionati uno stage di tre mesi con un rimborso spese a forfait per vedere i ragazzi al lavoro, poi facciamo una scelta. Molti dei nostri ex stagisti collaborano ancora con noi più o meno stabilmente… Ci piace molto avere la possibilità di avviare nuovi compositor o 3Dgeneralist al lavoro di produzione , vederli crescere di mese in mese, intuire le loro capacità, abituarli al lavoro di gruppo e alle responsabilità.


Per  lavorare da noi, sembrerà scontato ma consigliamo di armarsi di molta determinazione, di essere sempre curiosi e di avere capacità di relazione e di ascolto. Tre caratteristiche che possono fare la differenza nel lavoro all’interno di una struttura. Noi siamo molto attenti all’aspetto umano dei rapporti di lavoro ma ovviamente questo deve completare un profilo che ha i suoi punti di forza nella conoscenza degli strumenti professionali e nella capacità creativa.

Usate lo spazio di questa ultima domanda per farvi un po’ di pubblicità.

Ciao a tutti siamo la Palantir Digital e abbiamo in testa un idea meravigliosa… ;)

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